Luoghi

Il Mombarone, la montagna di casa

Una corsa sulla montagna "simbolo" che sovrasta Ivrea. Una vetta al confine con il torinese ed il biellese che regala un panorama eccezionale sulle alpi valdostane

Il cielo è nuvoloso, il clima umido e appiccicoso e la punta del Mombarone, a quasi 2300 metri di quota, è ricoperta da nuvoloni grigi e gravidi di pioggia. Non il tempo migliore per una corsa in montagna ma, penso, nessuno mi vieta di rientrare prima se il meteo dovesse virare al peggio.

Parcheggio l’auto in località San Giacomo, riempio le borracce e imbocco, di corsa, la strada che conduce a Trovinasse. Sono circa 6 km che percorro velocemente con la vista della valle della Dora Baltea che si apre sotto gli occhi, sbucando tra le fronde degli alberi. Nel giro di un’ora arrivo alla deviazione per il sentiero “858” con tanto di palina a indicare la Bocchetta di Quarn, a quota 2188 metri, e, poco più sopra, il rifugio Mombarone.

Il sentiero verso il Mombarone, sopra Trovinasse
Il sentiero verso il Mombarone, sopra Trovinasse

Ruscelli, prati e vette, forse, mai violate

Ruscelli che sciabordano ricchi e freschi, il profumo delle erbe di montagna, qualche alito di vento. E’ una salita che mi godo con tutti i sensi aperti, costeggiando alcuni alpeggi e attraversando una rigogliosa vallata.

Sono a pochi metri dal confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, è una conca selvaggia, isolata, riservata eppure a solo un paio d’ore dal comodo letto di casa. Vette aspre, chissà se mai scalate da qualcuno, il fischio di una marmotta, le nuvole che turbinano intorno alle rocce aprendosi in favore di qualche sprazzo di sole.

Nuvole sul sentero sopra Trovinasse, salendo verso il Mombarone
Nuvole sul sentiero sopra Trovinasse

Corro su un prato verde smeraldo e seguo la cresta che ho di fronte, salendo lungo un ripido tratto che mi porterà, di lì a poco, proprio alla base del Redentore, sulla vetta del Mombarone.

Intorno a me, sui versanti più ombrosi, resistono ancora alcune placche di neve, piccole chiazze che aggiro facilmente ma con estrema prudenza. A picco sulla mia testa incombe l’ombra della statua che domina la vetta del Mombarone. Appare quasi in trasparenza, nella foschia.

L’abbraccio alla vetta del Mombarone

Gli ultimi metri sono ripidissimi, salgo quasi acquattato, faccia a faccia col terreno, e finalmente arrivo a destinazione. L’abbraccio dalla cima è sempre così: è appagante, familiare, emana un senso di domestica appartenenza.

La statua del Redentone sulla cima del Mombarone
La statua del Redentone sulla cima del Mombarone

Questa è la montagna di casa ma non mi ci abituo mai.

Ogni salita è come fosse la prima.

Lo sguardo spazia tutt’intorno, rivolto ad un panorama impossibile da raccogliere in un’unica presa, tra vette che spuntano ovunque, all’orizzonte, bellissime e immobili.