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La salita alla Cavallaria lungo il sentiero dei minatori

Un itinerario in Valchiusella, nel torinese, salendo lungo sentieri un tempo popolati da minatori e le cui tracce sono ancora ben visibili e segnalate

La Cavallaria è una montagna composta da una sella e da una punta che chiunque, nell’Eporediese, non può non saper indicare. E’ una visione costante, una cartolina di casa. Fin da bambino, nonostante i suoi 1500 metri di quota, mi pareva una meta lontana, curiosa, avventurosa. Almeno una volta l’anno, mi regalo un’escursione da queste parti e, nonostante si parli di altitudini contenute, è un’ascesa tutt’altro che agile.

L’attacco della mulattiera

Parto da Calea e imbocco la “Strada delle vote”, una mulattiera che, per secoli, è stata l’unica via di accesso alla Valchiusella. In circa 4 km riaffiorano, lungo il corso del torrente Assa, numerosi resti della lavorazione e dell’estrazione mineriaria che oltre un secolo fa rappresentavano la più importante fonte economica di questi luoghi.

Il Sentiero delle Vote
Il “Sentiero delle Vote”

Si possono intravedere i resti del piano inclinato, che permetteva di trasportare su rotaia i minerali; le tracce della galleria per l’estrazione della pirite, delle fornaci e delle fucine. Immagino questa mulattiera brulicare di minatori in un andirivieni concitato e operoso; un’anima che questi boschi, oggi, paiono aver smarrito.

Un cascata salendo lungo il "Sentiero delle Vote"
Un cascata salendo lungo il “Sentiero delle Vote”

Arrivo, dopo circa tre quarti d’ora, a Brosso. Seguo le indicazioni per la Cavallaria percorrendo la strada asfaltata che conduce fino alla svolta per il sentiero “723”. Salgo costeggiando alcune abitazioni e baite e in poco tempo raggiungo il “Pian degli Alemanni” il cui nome deriva, spiega il tabellone illustrativo, dalle popolazioni di origine germanica che, verso il 500 d.c., invasero questa vallata richiamati dalla presenza del ferro.

Panorama dal "Pian degli Alemanni"
Panorama dal “Pian degli Alemanni”

Proseguo fino alla deviazione con il sentiero “722” che riserva, per qualche centinaio di metri, una salita da levare il fiato: ripida, scivolosa e completamente esposta al sole. Sfiancato e quasi senza fiato, raggiungo la strada asfaltata e svolto sul sentiero “721”.

Finalmente, la Cavallaria

Raggiungo, finalmente, il “Pian dei muli”: sono sulla sella che per anni, da bambino, ho intravisto ogni mattina dalla finestra della mia camera. Seguendone il profilo, poche centinaia di metri più in alto, ecco ergersi lo spuntone roccioso della Punta Cavallaria.

Punta Cavallaria
Punta Cavallaria

Mi concedo una lunga pausa vicino al cippo eretto in memoria dei 13 componenti dell’Halifax, un quadrimotore della Raf schiantatosi su questa montagna il 12 settembre 1944.

Qui c’è solo silenzio, l’aria è tiepida e dedico un pensiero a chi ci ha lasciati e a me, che troppo spesso dimentico la fortuna di poter salire in alto, in libertà, in questi luoghi.