Luoghi

La Corma degli Ordieri

Da Montestrutto, una frazione vicino a Ivrea, a pochi chilometri dal confine con la Valle d'Aosta, salendo attraverso boschi che conservano le tracce degli antichi mestieri di montagna

Concordo con un mio caro amico di andare fino alla Corma degli Ordieri, un’ampia radura poco sopra San Giacomo. E’ una delle uscite che preferisco perchè da qui si gode di un panorama d’eccezione sulle montagne che circondano casa.

Parcheggiata l’auto vicino alla palestra di roccia di Montestrutto iniziamo subito, di gran lena, la lunga ascesa sul sentiero per Nomaglio. Costeggiamo piccoli vigneti, prati e numerosi piloni votivi disseminati qua e là. Siamo sul “Sentiero dei Salmi” e alcuni di questi piloni sono stati realizzati centinaia di anni fa: quello della “Bura”, ad esempio, è datato XVII secolo; quello del “Mulino Sotto” invece, più recente, fu costruito nel 1914.

Pilone votivo lungo il sentiero per Nomaglio
Pilone votivo lungo il sentiero per Nomaglio

Incontri, e racconti, sui sentieri

Arrivati a Nomaglio deviamo verso la località Balmetta dove riprendiamo a salire attraversando un ampio castagneto dal quale emergono i resti di un deposito per foglie secche ed un lavatoio, usati in passato dagli allevatori e dagli abitanti del posto. Deviamo in direzione località Runch e qui godiamo di una sosta su un belvedere che si affaccia sulla vallata della Dora Baltea.

Incontriamo un escursionista particolarmente loquace che, dopo un cenno con la testa e il rituale scambio di opinioni sul tempo e sulla fatica di andare per montagna, ci racconta di come, a inizio ‘900, sua nonna fu una delle donne della zona che contribuirono alla realizzazione del Redentore, la statua che domina la cima del Mombarone.

“Teneva una grossa cesta legata sulla schiena e sulla testa – ci spiega -, e trasportava, ad ogni viaggio, quasi 30kg di calce e altro materiale necessario per la costruzione”.

“Una fatica immane” replico.

“Infatti mia nonna non ci è mai più salita, lassù, finito il lavoro”.

E come dargliene torto.

Il senso di rispetto, per quei sacrifici, è dovuto. E una volta congedati e ripreso il nostro cammino, a tenere distratta la mia mente è proprio l’immagine quasi mitica di quelle scalate spartane, tutt’altro che di piacere. Noi che oggi ci attrezziamo di ogni cosa, agili, veloci e moderni, saremo sempre secondi rispetto a chi, quelle montagne, le ha vissute, in un patto di reciproca e faticosa convivenza.

Boschi prima di Terrafredda, sopra Nomaglio
Boschi prima di Terrafredda, sopra Nomaglio

Le postazioni partigiane alla base della Corma degli Ordieri

Arriviamo in un piccolo bosco di betulle, ai piedi della località Terrafredda, a mille metri di altitudine. Deviamo lungo una pista di servizio in terra battuta e poi risaliamo lunga una mulattiera che ci conduce ad alcuni alpeggi. Da qui, seguendo la strada asfaltata ancora in salita, raggiungiamo lo spiazzo roccioso che si apre alla base della Corma degli Ordieri.

E’ una vecchia postazione partigiana. Mi sporgo al suo interno, un angusto anfratto di roccia, e da una breccia riesco a vedere tutta la vallata sottostante, ovattata nella luce del sole d’inverno.

Arriviamo alla Corma, a quota 1.412 metri. Sul fondo del prato scorgiamo, di schiena, un altro viandante, seduto a godersi un po’ di sole davanti ad una piccola cappelletta. Chiudo gli occhi e imprimo il tepore sulla mia pelle, mi guardo intorno, senza pensare a nulla.

Vista dalla Corma degli Ordieri
Vista dalla Corma degli Ordieri

Scendiamo veloci e agili, di corsa, verso San Giacomo, seguendo i bollini rossi del “sentiero dei formaggi” e deviando sulla mulattiera in direzione Nomaglio. Qui, alla biforcazione tra i segni rosso e blu, imbocchiamo quest’ultimo, destinazione Pontije. Poi Andrate, a capofitto su Nomaglio e giù ancora in discesa sulla via Francigena in direzione San Germano. Rientriamo a Montestrutto con il sole ormai nascosto dietro le montagne, in un bagliore arancione che incendia il cielo.

La luce del tramonto sui boschi verso Montestrutto (To)
La luce del tramonto sui boschi verso Montestrutto