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La Strada Regia: un percorso tra borghi e cartoline del lago di Como

Le prime tracce nella preistoria, il rilancio in epoca romana e poi, negli ultmi anni, il ripristino della Strada Regia che permette di percorrere, anche in più tappe, l'intera sponda occidentale del lago, da Brunate a Bellagio.

Le prime tracce risalgono alla preistoria ma furono i Romani, secoli e secoli dopo, a ripristinare quei sentieri a mezzacosta e a ribattezzare quel percorso, sulla sponda occidentale del lago di Como, dapprima in Via Regia e poi, dopo il passaggio della regina longobarda Teodolina, in Strada Regina. Una via usata per lo spostamento delle persone e delle merci, un’arteria fondamentale, per l’epoca, per la vitalità e l’espansione economica di quei luoghi.

Oggi, sui cartelli disseminati lungo il tracciato, troverete la scritta “Strada Regia“.

Percorribile pressochè in ogni stagione dell’anno, grazie alle altitudini modeste, collega Como con Bellagio attraverso mulattiere e sentieri acciottolati.

La lunghezza totale dell’itineriario, ripristinato tra il 2002 e il 2006, è di circa 35 km e si presta ad essere percorso anche in più tappe grazie alle numerose intersezioni con la strada principale, dove è possibile trovare le fermate dei mezzi di trasporto, e ai numerosi borghi che si attraversano dove, con una previdente e anticipata organizzazione, è possibile pernottare.

Brunate, dove inizia la Strada Regia

L’inizio del sentiero è a Brunate, un comune sopra Como, raggiungibile in funicolare. Da questo paese, costeggiando stupende ville liberty affaciate sul lago, il tracciato conduce all’interno dei boschi attraversando i borghi di Torno, Molina, Lemna e Pognana Lario. Qui, dopo circa 15 km di camminata, si è compiuto grossomodo il giro di boa.

Il tracciato, nella sua seconda parte, diventa ancora più faticoso con ripidi strappi in salita e discese nei boschi. Dopo Careno, oltre agli immancabili panorami lacustri, si può godere di altre visuali privilegiate come quella dell’Orrido di Nesso, nell’omonima località, una profonda gola di circa 200 metri nella quale scorre una cascata, oppure dell’affaccio sul lago di Como percorrendo una lunga e caratteristica scalinata all’interno del borgo.

La Strada Regia conduce poi a Lezzeno, Casate e infine nella località Ponte del Diavolo, nel comune di Bellagio, dove un grande cartello indica la fine del percorso.

Il cartello che segna l'arrivo della Strada Regia, a Bellagio, sul lago di Como
Il cartello che segna l’arrivo della Strada Regia (foto di Angelo Raffino)

Boschi, borghi, panorami sul lago: un sentiero mai monotono

L’esperienza, che ho vissuto nel 2017, è stata intensa e piacevole. Il percoso non è mai monotono e si alterna in modo continuo: dalle mulattiere nella fitta vegetazione all’attraversamento dei paesi dove si può sostare per un caffè o per mangiare qualcosa, fino ai numerosi belvedere, veri e propri squarci di panorama, unici e meravigliosi, sul lago. L’atmosfera è rilassata, serena, si cammina con un grande senso di pacatezza.

Il percorso è ben segnalato, ovunque sono presenti le indicazioni, dai centri abitati alle paline sui sentieri nei boschi. Lungo l’itinerario, poi, è possibile ammirare anche numerose cappelle votive e chiese.

La Strada Regia attraverso un bosco
La Strada Regia attraverso un bosco (foto di Angelo Raffino)

L’andamento del tracciato è in costante saliscendi ed è richiesto, dunque, un minimo allenamento, e attitudine, a camminare su percorsi di modesto impegno visto che, al termine del tragitto, il dislivello positivo accumulato sfiora i duemila metri.